Cosmogonia e linguaggio mitico

La cosmogonia è la dottrina dell’origine dell’universo: sono propriamente cosmogoniche le dottrine mitologico-religiose sulla origine del mondo come totalità della realtà e delle cose esistenti: i miti simbolici cosmogonici riguardano l’origine dell’universo e dell’uomo.

Nei miti religiosi naturalistici della cosmogonia teogonica greca antica il discorso sull’origine dell’universo coinvolgeva dei ed eroi: nella Grecia arcaica dei secoli VIII-VII a. C. Esiodo si riferiva agli dei Urano e Gea simbolo rispettivamente del cielo e della terra come alla coppia originaria.

Come divinità originaria del mondo la Terra madre è generalmente centrale nella mitologia cosmogonica: la femminilità materna della terra si definisce nella natura organica superata dalla natura meccanica scientifica moderna: «La terra femmina fu centrale per la cosmologia organica che fu minata dalla Rivoluzione scientifica» (Carolyn Merchant, La morte della natura, 1980, Garzanti 1988, p. 32).

Nel pensiero umano il mito è il momento culturale della intuizione fantastica: l’intuizione fantastica condivide con il discorso razionale filosofico-scientifico la costruzione di strutture linguistico-concettuali: come i complessi funzionali teorici della scienza e le rappresentazioni globali dell’arte per il filosofo neokantiano del Novecento Ernst Cassirer (1874-1945) le strutture linguistico-concettuali mitico-religiose sono forme simboliche: come costitutive della realtà oggettiva le forme simboliche sono le condizioni della conoscenza e del sapere: i mondi simbolicamente fabbricati dal mito ordinano cose e fenomeni strutturando il caos apparente degli accadimenti mutevoli nel cosmo reale dei fatti stabili: «Il mito… ha educato l’uomo a non fermarsi ai semplici fatti nella loro molteplicità disorganica, ma a considerarli connessi l’uno all’altro, cercando i principi di ciò che accade intorno a noi, e, attraverso i principi, i mezzi per agire sulla natura onde trasformarla a vantaggio dell’umanità (Ludovico Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, volume primo, Garzanti 1970, pp. 18-19).

Nel mito non si distingue tra simbolo e contenuto, ma il contenuto mitico è oggettivamente strutturato dalle forme simboliche funzionali o relazionali del linguaggio mitico ed è essenzialmente originario: «Il pensiero razionale non farà che continuare questo sforzo genealogico della teogonia e della cosmogonia mitiche» (Léon Robin, Storia del pensiero greco, 1923, Mondadori 1982, p. 28): «… nell’interpretazione causale della natura… il passaggio dal pensiero mitico a quello logico acquista un’evidenza immediata: ciò che nei primi tempi si interpretava come opera di dèi, di demoni e di eroi si interpreterà più tardi in senso razionale. La causalità mitica non si limita però ai fatti naturali… essa riguarda soprattutto l’origine delle cose e della vita» (Bruno Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo, 1946, Einaudi 1997, p. 309).

Il contenuto originario del mito greco antico  è oggettivamente strutturato dalle forme simboliche funzionali o relazionali del linguaggio mitico cosmogonico teogonico naturalistico: «Questi miti teoretici, già pregni di filosofia, consistono nelle grandi favole teogoniche e cosmogoniche che, da Esiodo in poi, la fantasia greca ha contesto, sotto il dominio dell’ispirazione religiosa, per dare un assetto e un ordinamento gerarchico a tutte le forme dell’universo. Ivi si intrecciano indissolubilmente la generazione degli dei e delle cose naturali, poiché gli dei altro non sono che una sublimazione della natura. Nella Teogonia di Esiodo appare per primo Caos, poi Gaia, quindi Eros. Tutti e tre sono personificazioni di principi naturali: Caos è l’abisso primordiale, l’informe materia del divenire cosmico; Gaia è la terra, generatrice feconda di esseri e cose; Eros è l’impulso all’accoppiamento e alla produzione… Dall’unione del cielo e della terra inizia la teogonia propriamente detta» (Guido De Ruggiero, La filosofia greca, 1943, Laterza 1967, pp. 32-33).

Regolando la combinazione dei fenomeni nel mondo la sintassi cosmogonica affianca il linguaggio mitico alle forme simboliche relazionali costitutive oggettive del pensiero razionale filosofico-scientifico: il mito come racconto e il lògos come ragione «sono due modi diversi attraverso i quali l’uomo può rappresentarsi e dar ragione del mondo che lo circonda» (Francesco Adorno, in F. Adorno, T. Gregory e V. Verra, Manuale di storia della filosofia, 1996, volume 1, Laterza 1998, p. 4).