John Locke, l’empirismo e il criticismo lockiano

John Locke (1632-1704) è un pensatore del Seicento ed esprime l’esigenza storico-sociale conciliativa dell’Inghilterra del suo tempo: lo spirito lockiano è moderno ma si raccorda alla tradizione; la ragione empirico-sperimentale lockiana sarà tuttavia la ragione illuministica settecentesca.

L’indagine di John Locke su potere e limiti della ragione umana definisce il criticismo: la ragione è la nostra capacità di conoscere, ma non c’è conoscenza senza intelligenza; la ragione è così intelligenza o intelletto, e con il Saggio sull’intelletto umano del 1690 Locke propone la critica della ragione che stabilisce il criticismo lockiano.

Per John Locke la conoscenza è fondata sull’esperienza: ecco il principio dell’empirismo, per il quale non ci sono conoscenze indipendenti dall’esperienza; la ragione o intelligenza o intelletto elabora i dati empirici dell’esperienza percettiva sensibile ma in quanto ragione pura è vuota e non ha contenuti propri. Locke critica dunque e rifiuta l’innatismo: nella mente umana non ci sono idee innate presenti in noi fin dalla nascita, ma ogni idea o contenuto mentale deriva in ultima analisi dall’esperienza; ad antiinnatismo ed empirismo consegue la negazione lockiana del kantiano sintetico a priori o appunto della possibilità di giudizi che esprimano una conoscenza indipendente dall’esperienza.

Per John Locke l’esperienza è conoscitivamente unica fonte e base delle nostre idee: combinando le idee semplici, riferibili direttamente a sensazioni e riflessione, la mente umana costruisce le idee complesse; decostruibile e criticabile è così l’idea tradizionale di sostanza, e dalla inconoscibile essenza reale sostanziale si distingue per Locke la intellettuale e generale essenza nominale.

Essenze nominali sono per John Locke le idee generali; tra linguaggio e astrazione concettuale si inquadra così in Locke il nominalismo, per il quale nomi ed espressioni riassumono le operazioni unificatrici della sintesi intellettuale.

Alla sintesi intellettuale delle idee è per Locke riconducibile la conoscenza: le idee sono l’orizzonte stesso della conoscenza umana, la quale prevede la percezione dell’accordo o disaccordo tra le idee secondo intuizione o dimostrazione.