Lorenz e l’etologia, la sociobiologia e il comportamento

Riduzione da Luciano Mecacci,

Storia della psicologia del Novecento, Laterza 2003, e altri

La piena formulazione teorica dell’etologia fu elaborata verso la metà degli anni Trenta del Novecento da Konrad Lorenz.

Laureato in medicina, psicologo e zoologo austriaco nato a Vienna nel 1903 e morto ad Altenberg, Austria Inferiore, nel 1989, Konrad Lorenz osservava e descriveva il comportamento degli animali condividendone la vita come aveva fatto Oscar Heinroth in Germania: fondamentale è il contributo di K. Lorenz allo studio del comportamento degli animali in libertà. Tra le opere di Lorenz sono note L’anello di re Salomone, del 1949 e che nel titolo richiama la leggenda dell’anello magico che permetteva di comunicare cogli animali, e poi Il cosiddetto male, del 1963 e che si occupa dell’aggressività ed estende al mondo umano conclusioni della ricerca etologica sul comportamento animale.

La prospettiva etologica di Konrad Lorenz contribuisce a correggere le interpretazioni culturali ed ambientali rigide del comportamento umano e animale, alla luce della complessità e varietà dei comportamenti concretamente osservabili.

La prospettiva comportamentistica mirava bene ai meccanismi comportamentali comuni alle varie specie animali; in ogni specie animale ci sono nondimeno comportamenti specifici non indagabili ponendo tutti gli animali in una situazione sperimentale identica. Gli animali dovevano dunque essere studiati nel loro ambiente, liberi di manifestare il proprio comportamento naturale: è questa la differente prospettiva tipica dell’etologia, appunto lo studio del comportamento degli animali nel loro ambiente naturale; con Niko Tinbergen e Karl von Frisch per queste ricerche nel 1973 Konrad Lorenz fu insignito del premio Nobel per la medicina o la fisiologia.

Il fenomeno più rilevante e più discusso posto in luce dall’etologia è l’imprinting. L’imprinting è il marchio comportamentale impresso in un nuovo nato dal primo oggetto che vede in movimento e identifica colla propria madre: Konrad Lorenz lo sperimenta bene a sue spese quando assiste alla nascita dell’oca selvatica Martina, che da quel momento considera lo scienziato austriaco sua madre.

Nel senso di Oscar Heinroth, l’etologia guarda quindi al comportamento specie-specifico dell’animale nel proprio ambiente naturale secondo il metodo osservativo e comparativo.

Osservando bene il comportamento di varie specie animali si sono non solo evidenziati comportamenti propri di una particolare specie animale ma pure individuati meccanismi comuni come l’imprinting, apprendimento precoce per impressione o impronta o marchio nei piccoli di molte specie animali che ne media e dunque ne consente l’attaccamento ai propri genitori: l’individuazione di processi comportamentali comuni ha portato l’etologia ad una generalizzazione dal mondo animale al mondo degli uomini, per cui il comportamento umano, pur più complesso, e tanti fenomeni sociali, dalle relazioni di gruppo alla guerra, ben ricondurrebbero a meccanismi biologici e di sopravvivenza della specie propri degli stessi animali.

Dalla fine degli anni Sessanta e poi per tutti i Settanta del Novecento l’etologia ha avuto diffusione anche tra i non specialisti: i testi meno tecnici di Konrad Lorenz e quelli di brillanti divulgatori hanno reso familiare la idea del comportamento umano facilmente riducibile a schemi innati prevalentemente comuni allo stesso comportamento animale; fenomeni complessi come la stessa guerra potrebbero proprio inquadrarsi nell’aggressività e nella lotta per la sopravvivenza riscontrabili nelle specie animali.

Nel 1975 il libro Sociobiologia di E. O. Wilson definiva “sociobiologia” lo studio interdisciplinare delle basi biologiche del comportamento sociale: rispetto alla etologia umana la sociobiologia sottolinea bene  il ruolo dei fattori genetici nella determinazione del comportamento umano.