Cartesio: idee e conoscenza a priori, fisica deduttiva e mondo meccanico, dualismo e interazione di anima e corpo

Le idee trovano per Cartesio un ben preciso corrispettivo nella realtà: il principio della possibilità della conoscenza a priori o indipendente dall’esperienza e dai fatti del mondo ed il principio della struttura razionale del mondo definiscono il razionalismo.

Il razionalismo si esprime in Cartesio nella idea del mondo come geometria realizzata: l’intero mondo fisico è meccanicisticamente da Cartesio ridotto ai 2 soli principi della materia e del movimento: la materia è intesa nel senso matematico puro di estensione spaziale continua e conseguentemente come divisibile all’infinito; è in questo modo negato il vuoto, e il cosmo cartesiano è un “uovo pieno”.

Nel cosmo di Cartesio la materia è creata da Dio, e alla materia Dio ha alle origini impresso l’impulso iniziale: il mondo fisico cartesiano è un mondo senza forze che procede secondo la legge di inerzia e il principio di conservazione della quantità di moto; l’inerzia esprime bene la resistenza dei corpi alla sollecitazione e l’elasticità dell’urto corrisponde alla costanza della quantità di moto nello universo materiale.

Il riferimento del principio di conservazione alla quantità di moto sarà per G. W. Leibniz l’errore memorabile di Renato Cartesio: il riconoscimento fisico della conservazione della forza viva o vis viva, cioè dell’energia cinetica, porterà Leibniz all’elaborazione metafisica della sua monadologia.

Nel suo mondo pieno Cartesio nega l’azione a distanza: ogni azione tra i corpi è ridotta al loro contatto, l’urto fisico è inevitabile e il movimento materiale prevede un vuoto solo virtuale; l’urto porta la materia a muoversi circolarmente in vortici e in vortici a gravitare nel sistema cartesiano; sul piano cosmologico dai vortici si passa agli elementi della realtà fisica, e dagli elementi all’universo.

Cartesio estende l’idea meccanica alla materia biologica e risponde alla questione dell’interazione mente-corpo nell’uomo.